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Being a designer in 2020 is quite different than being a designer 20 years ago. The internet has stopped being something for a niche and has entered our life as an extension of our body, helping to solve problems and achieve goals.

When a service potentially reaches the whole world, it must be shaped in a way that is understandable and usable by everyone, without exceptions. …


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Il 23 giugno scorso ho avuto l’onore di essere uno degli speaker dell’ormai celebre Web Marketing Festival, l’evento dedicato al mondo del digitale organizzato da Giorgio Taverniti e il suo team.

Dallo scorso anno Architecta, la Società Italiana dell’Architettura dell’Informazione, gestisce e modera la Sala UX e Web Design. Tutti gli speech sono stati molto interessanti ed è stato bellissimo il confronto sia con altri professionisti che con giovani che si stanno approcciando a questa professione.
Un pubblico fantastico: curioso, interattivo e costruttivo.

Di seguito un breve recap del mio intervento, nel quale ho fatto una panoramica di quali sono i vantaggi dell’avere interfacce consistenti, le criticità quando si verifica inconsistenza e qualche best practice per impostare bene il lavoro.


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Ci impegniamo tanto a semplificare la vita dell’utente, ma a semplificare la nostra vita chi ci pensa?

Gli UI pattern arrivano in nostro soccorso quando abbiamo bisogno di migliorare l’esperienza della nostra interfaccia e non sappiamo proprio che pesci pigliare. Sono delle soluzioni, delle best practices, già definite che risolvono problemi comuni di design, di svariato tipo.

Ma usare qualcosa di già definito non uccide la creatività?
Non è detto. Un pattern non deve essere riprodotto al 100% ma adattato al contesto nel quale andiamo ad inserirlo. …


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I figli si accarezzano quando dormono”. L’avete mai sentito questo detto?

Sta ad indicare quella categoria di uomini, molto in voga fino agli anni ’80, che avevano l’obbligo di interpretare il ruolo del burbero lavoratore che torna a casa e “donna dammi da mangiare / bambini state zitti porca miseria / ora devo guardare la partita!”. Poi, solo quando i figli erano addormentati, questo homo bisbeticus poteva “baciarli” dando sfogo all’affetto nei loro confronti.

L’importante che il bambino non lo sapesse e vivesse la sua intera vita a cagarsi addosso nel solo incrociare lo sguardo del severo genitore.

Ecco, noi che progettiamo interazioni, interfacce ed esperienze, a volte sembriamo proprio quei papà.

About

Paola Bisogno

Senior UX/UI Designer ✏️ / Usability warrior 💪 / Cat lady 🐱 / www.paobi.it

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